IL DIO DI ROSERIO
Tratto dal romanzo di Giovanni Testori di e con Maurizio Donadoni
Maurizio Donadoni ha portato in scena un testo impegnativo di Giovanni Testori, scrittore milanese del secondo novecento; da solo sul palco, con un ritmo incalzante, i toni forti, un fraseggio talvolta dialettale, ha riportato gli spettatori negli anni ‘50, nella periferia di Milano, nella voglia di “arrivare” diciamo a qualunque costo.
Applauditissimo anche Luciano Rizzo, appassionato ciclista e straordinario pittore Bruinese, che ha messo a disposizione le sue bici d’epoca – delle quali una del 1905 e l’altra appartenuta a Valletti con la quale il ciclista di Vinovo ha vinto due giri d’Italia – le sue foto, i suoi cimeli e i quadri da lui stesso dipinti che non possono che rappresentare “il campionissimo”.
Al termine, commosso a fianco di Donadoni ha raccontato vicende vissute di ciclismo d’altri tempi e spezzoni di vita dura dei gregari.
Splendida la partecipazione del numeroso pubblico che dopo i lunghi applausi si è trattenuto in Teatro con Donadoni per salutarlo e parlare con lui.
Un ringraziamento ad Alberto Bertone per le foto della serata.















